Ti chiedono un favore e rispondi subito di sì. Solo dopo guardi gli impegni, pensi alla stanchezza e ti accorgi che avresti preferito rispondere diversamente.

Essere disponibili è una qualità. Ma quando ogni richiesta diventa un obbligo, rischi di lasciare sempre in fondo quello che desideri tu.

Prima di rispondere, prenditi tempo

Non devi trovare subito una giustificazione. Puoi semplicemente dire: «Controllo i miei impegni e ti rispondo».

Questa pausa ti permette di valutare la richiesta prima di accettarla. Hai davvero tempo? Ne hai voglia? Oppure stai dicendo sì perché temi di deludere qualcuno?

Naturalmente ci sono responsabilità e accordi da rispettare. Il punto è distinguere questi impegni dalle nuove richieste che puoi scegliere se accettare.

Un esercizio concreto

Ripensa a una situazione recente in cui hai accettato qualcosa controvoglia. Poi rispondi per iscritto a tre domande:

  • Che cosa mi è stato chiesto, esattamente? “Darmi una mano” può significare dieci minuti oppure un intero pomeriggio.
  • Accettando, a che cosa ho rinunciato? Tempo per me, riposo, un altro impegno?
  • Quale risposta avrei potuto sostenere davvero? Un sì, un no oppure una disponibilità limitata?

A volte basta una frase come: «Posso aiutarti per un’ora, poi devo andare».

Non servono infinite spiegazioni

Una risposta rispettosa può essere breve: «Questa settimana non riesco a prendere questo impegno».

L’altra persona potrebbe non essere contenta. Puoi ascoltare la sua reazione senza trasformarla automaticamente nella prova che hai sbagliato.

Comincia da una situazione piccola. Osserva come rispondi e cosa vorresti fare diversamente. Non devi cambiare tutte le tue abitudini insieme.

Nelle mie sessioni di coaching a Piossasco e in videochiamata possiamo lavorare su scelte, comunicazione e obiettivi concreti, partendo dalle situazioni che vivi.

Scrivimi per maggiori informazioni.

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